Gli Stati Generali della Professione Medica

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Il Consiglio Nazionale della FNOMCeO, riunitosi il 24/03/2018, dopo la relazione del Presidente Filippo Anelli si concentrò sulla crisi della professione e sulla cosiddetta Questione Medica. Queste tematiche erano già state proposte e approvate anche in un Consiglio Nazionale del 13/01/2018.

Anelli nella sua relazione aveva sostenuto che serviva un cambio di passo: “Se i medici devono prioritariamente garantire gli obbiettivi di salute, devono essere messi nella condizione di poter gestire le risorse per la loro definizione e la loro realizzazione restando medici”

Ci accorgiamo che il contesto in cui opera il medico è profondamente cambiato e necessita di una nuova strategia per affrontare la complessità e la varietà dei problemi con le loro interconnessioni.

Quindi se si riconosce una crisi si deve sviluppare un processo culturale e professionale in grado di risolverla.

Da questo presupposto nasce la proposta di organizzare gli STATI GENERALI, per elaborare una nostra progettazione politica.

Si parte così da una piattaforma di base per costruire una nostra proposta.

Il Consiglio Nazionale del 6-7 Luglio 2018, su proposta del Presidente e della Commissione costituita ad hoc, individua sei macro aree su cui sviluppare il dibattito.

1)   I cambiamenti e la crisi

2)   Il medico e la società

3)   Il Medico e l’Economia

4)   Il Medico e la scienza. Clinica e cultura

5)   Il Medico e il lavoro

6)   La medicina, il medico e il futuro. Una nuova definizione di medicina.

Nel tempo in cui la medicina non è più un affare solo del medico ma di tanti altri soggetti in una società in evoluzione dinamica, quindi anche complessa, è necessario avere una visione di insieme. Questo cambiamento equivale ad una ridefinizione della professione, adeguando i suoi valori ai contesti sociali che cambiano.

Quindi la nostra strategia è cambiare per essere adeguati.

Per realizzare un progetto in sanità come in atri campi è necessario avere alle spalle un dossier di riferimento cioè delle carte che rappresentino una istruttoria che lo preceda. Per cambiare il medico si deve partire dalla sua storia e contestualizzarlo nella società in cui vive ed opera.

Agli ordini tocca anche sostenere questa discussione sul cambiamento e coinvolgere il maggior numero di colleghi perché ci sia una coscienza diffusa su ciò che si sta facendo.

Nella nostra storia recente nessuna discussione sulla professione, sui suoi fondamenti, sulla sua identità e sul suo ruolo è stata mai affrontata su scala nazionale per definire una MAGNA CARTA della professione.

Questa è una sfida epocale che ci potrebbe permettere anche di ridiscutere il nostro ruolo di intellettuali e soprattutto mettere in sicurezza deontologica la nostra professione di medici.

Care colleghe e colleghi seguite questo dibattito e date un vostro contributo.

Fulvio Borromei

 

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