BORROMEI AI GIOVANI MEDICI MARCHIGIANI: I MASTER SULLA PALLIAZIONE UNA GRANDE OPPORTUNITÀ PROFESSIONALE

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L’appello dei presidente dei medici dorici in occasione del 6° appuntamento nazionale sulle Cure Palliative che ha visto i massimi esperti del settore confrontarsi anche sui problemi connessi ad una longevità sempre maggiore e sul tema degli hospice pediatrici

Il governo ha recentemente accolto, inserendola nella legge di Bilancio 2019, la proposta elaborata dalla Fnomceo in merito ai master di secondo livello per la formazione nella sfera della palliazione. Si tratta di un’opportunità professionale di grande valore per i giovani medici, anche quelli presenti sul territorio marchigiano, soprattutto in un momento di carenza di professionisti. Grazie all’accoglimento di questa istanza, un successo per la Federazione, anche i medici di famiglia delle Marche vedranno aumentare le proprie aspettative di occupazione all’interno degli hospice”. Si tratta di un invito accorato ai nuovi camici bianchi quello di Fulvio Borromei, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Ancona in occasione della sesta edizione del Convegno Nazionale sulle Cure Palliative organizzato al Seebay Hotel di Portonovo ad Ancona organizzato da Omceo Ancona in collaborazione con Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri).

Il focus principale dell’appuntamento dorico che ha riproposto il capoluogo come punto di riferimento nazionale sulla palliazione, è stato incentrato sul sostegno alla figura dl grande anziano, colui che appartiene a una categoria tra le più fragili e vulnerabili, sia per via dell’età avanzata, sia perché molto frequentemente agli anni accumulati si accompagnano condizioni patologiche o, in alcuni casi, un inadeguato supporto familiare. In questa prospettiva, la cura del grande anziano pone la medicina di fronte a due grandi sfide: “in primo luogo, dover affrontare la complessità della condizione clinica e umana del paziente trovando un equilibrio tra accanimento terapeutico e abbandono. In secondo luogo, essere in grado di individuare il confine che rappresenta la condizione di irreversibilità della condizione clinica, per cui risulta indispensabile l’approccio sintomatico e palliativo”, ha spiegato Borromei, proseguendo: “Sviluppare e articolare la riflessione sul “prendersi cura”, significa far sì che il sostegno alle fragilità possa diventare un imprescindibile punto di forza etico sia per il corpo professionale sia per la società civile concretizzando un più profondo principio di solidarietà verso chi soffre di più. Non solo auspichiamo che il confronto intellettuale sulle abilità applicate possa sviluppare ancora meglio la consapevolezza di un ‘modus operandi’ che dovrà investire anche la classe politica e le stesse istituzioni”.

L’Italia supera del 5% la media europea per anzianità, un dato poco rassicurante se pensiamo che ogni 100 giovani ci sono 168,9 anziani, molti dei quali non autosufficienti e spesso ospitati in residenze protette, in strutture socio assistenziali o ad usufruire dell’assistenza domiciliare. Dal convegno è emerso inoltre che i cronici censiti al momento sono il 40% dei malati, mentre tra dieci anni, si stima arrivino al 50%.

Tra gli altri argomento trattati durante l’incontro, anche il tema degli hospice pediatrici: “Nelle Marche non ce ne sono ma la nostra attenzione, ora, è concentrata soprattutto sull’assistenza domiciliare, un accompagnamento molto importante sia verso i piccoli pazienti sia le rispettive famiglie”, ha concluso Arcangela Guerrieri, Segretario Omeceo Ancona.

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