Camici bianchi ed avvocati insieme per garantire il diritto alla salute

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Unalleanza tra le due professioni per affrontare uniti tutte le questioni legate alla materia della responsabilità medica. Comprendere e agire: di fronte ad un quadro normativo in continua evoluzione lOmceo di Ancona promuove la costruzione di un cammino etico condiviso.

Le azioni dei medici e degli avvocati incidono sulla vita dei cittadini. Per questo proponiamo un’alleanza tra le nostre due categorie, per instaurare un clima di fiducia e sicurezza a tutela del diritto alla salute”. Questo è il messaggio lanciato da Fulvio Borromei, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Ancona, nell’ambito dell’evento “La responsabilità professionale medica del III millennio”, che ha visto riuniti ieri pomeriggio (13 giugno, ndr) ad Ancona oltre 300 tra medici ed avvocati. Un evento con il quale i due Ordini, dei medici e degli avvocati, hanno voluto aprire la strada per una nuova era di dialogo tra le rispettive professionalità, a fronte delle derive difensive che a volte assume la ricerca della responsabilità medica. “La responsabilità nella professione medica è strettamente correlata all’etica – continua Borromei – Solo il mancato percorso etico porta ad una responsabilità di colpa. Per questo promuoviamo come Ordine una “rivoluzione etica”, perché è l’unico modo per affrontare queste problematiche. È dall’etica che si deve ripartire: ogni professione consapevole del proprio ruolo può costruire il clima di fiducia per adempiere ai propri doveri professionali. Dobbiamo comprendere fino in fondo il fatto che, come medici, siamo forieri della democrazia, perché tuteliamo il diritto alla salute”.

Eppure non sempre il medico è messo in condizione di svolgere il proprio lavoro a causa delle cinghie burocratiche e degli habitat impropri nei quali si trova ad operare. “Non vogliamo affrancarci dalle nostre responsabilità – dice BorromeiChiediamo l’ausilio degli avvocati affinché le derive difensive non abbiano a prevalere sui nostri comportamenti professionali che sono in ogni caso ispirati alla libertà e all’etica. Tutelare significa facilitare la libertà di operare”.

Molti gli argomenti sul tappeto nell’ambito del seminario, che ha sondato tutti gli aspetti della responsabilità medica: dalla colpa individuale a quella d’équipe, fino alla responsabilità civile del medico e della struttura sanitaria. Argomenti particolarmente sentiti visto che negli ultimi 10 anni i contenziosi dovuti a “malpractices” sono raddoppiati rispetto ai 60 anni precedenti. Una crescita che non si può spiegare con il fatto che i medici sbaglino più che in passato, ma che vede come altra causa il fatto che ci sia una maggiore aspettativa da parte dei pazienti (visti i notevoli progressi della medicina) ed una minore propensione ad accettare le incertezze correlate alle cure.

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