Il medico, una professione al servizio della comunità

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L’Ordine dei Medici della Provincia di Ancona, prosegue la “chiamata a raccolta” dei suoi 800 giovani dottori per ricostruirne problematiche ed aspettative. Il Presidente Borromei esprime soddisfazione. Obiettivo: tutelare la salute dei cittadini a partire da quella del suo dottore.

Continua con successo l’iniziativa promossa dall’Ordine dei Medici di Ancona che promuove un vero e proprio “censimento” dei suoi iscritti, con lo scopo di conoscerli più da vicino. Di individuarne i profili  professionali, ma anche – ed è qui la novità – di sondarne gli aspetti più legati alla sfera personale, alle aspettative, alle soddisfazioni o alle disillusioni di ognuno di loro. E sono ben 800 i medici contattati per partecipare al progetto, selezionati tra coloro che hanno prestato il giuramento di Ippocrate negli ultimi dieci anni. Giovani professionisti cui l’Ordine ha dato due appuntamenti, l’ultimo dei quali solo pochi giorni fa, che hanno riscosso una buona partecipazione. A conferma che prima di tutto sono loro – i giovani medici – a voler intraprendere un dialogo costruttivo con la propria categoria in un momento congiunturale in cui essere medici – come ci ha insegnato la cronaca dei giorni scorsi – è tutt’altro che facile.  “Quella del medico è innanzitutto una professione esercitata per gli altri e tra gli altri, non siamo una casta, ma ci occupiamo delle persone, lavoriamo con questa missione principale: la salute dei cittadini”. Per Fulvio Borromei, Presidente dell’Ordine dei Medici di Ancona, nessun dubbio: la categoria è al servizio della comunità. E proprio per garantire continuità a questo impegno che l’Ordine dei medici di Ancona ha deciso di lanciare, primo in Italia, questa indagine conoscitiva, i cui risultati confluiranno in una ricerca che verrà pubblicata il prossimo autunno.

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