Pensare alla sanità con un paradigma nuovo ed appropriato

Da Medici&Medici, n° 4-2025
In Italia sono diversi i centri, le istituzioni, le associazioni che studiano ed elaborano proposte politiche sanitarie per migliorare l’assistenza nella nostra nazione. Dato per scontato che questi centri ed istituzioni che trattano questi temi devono e sono sicuramente accreditati, mi chiedo come la politica tutta li utilizzi.
Ogni anno alcune di queste pubblicano un rapporto sullo stato della sanità italiana. Se c’è la necessità di farlo significa a mio avviso che qualche cosa è cambiata dall’anno precedente. I numeri saranno sicuramente mutati visto il procedere dei fenomeni, delle situazioni sociali e delle malattie ma sicuramente da questi si possono trarre considerazioni e osservazioni per progetti operativi.
Con queste mie riflessioni voglio sottolineare come la tematica sia veramente complessa e nonostante i buoni risultati ottenuti negli anni dal nostro servizio sanitario nazionale, soprattutto se li confrontiamo con altri paesi europei, abbiamo inderogabilmente la necessità di trovare una unità di intenti della intellighenzia politica per soddisfare e stabilizzare quanto realizzato proiettandoci verso il futuro e mantenendo i concetti di universalità ed accessibilità alle cure.
Per realizzare quanto detto non sono sufficienti solamente gli investimenti economici, c’è la necessità di declinare in progettualità e trasformare queste risorse economiche in ricchezza professionale e progettuale.
Un contributo fattivo lo può dare la classe medica nella sua rappresentanza più significativa.
Solo l’entrata in campo di una classe medica sempre più qualificata anche dal punto di vista manageriale potrebbe fare la differenza. Il terreno fertile per una fattiva realizzazione di questi intenti progettuali rimane sempre la conoscenza delle problematiche in campo aiutati dalla bussola deontologica.
Fulvio Borromei, Presidente OMCEO Ancona