Giornata del Medico 2025 e Giuramento di Ippocrate – Vivere Ancona – 13/12/2025

Assumere consapevolezza del proprio ruolo e delle proprie competenze professionali. E’ questo il presupposto da cui ripartire per la classe medica, spiega il Presidente dell’Omceo dorico Fulvio Borromei presentando la Giornata del Medico 2025. Previsti riconoscimenti ai 25, 40,50, 60 e per la prima volta, 70 anni dalla laurea, il Giuramento di Ippocrate dei nuovi medici e il premio ‘Essere riconosciuti’. Tra i riconoscimenti anche alla centenaria dottoressa Giustini.
Lavorare all’interno della professione per riuscire a migliorare la cura e l’assistenza ai cittadini. Si muove su questo presupposto l’attività del medico secondo il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Ancona Fulvio Borromei nel presentare l’edizione 2025 della Giornata del Medico al Ridotto delle Teatro delle Muse, durante la quale sono stati premiati i medici che hanno conseguito la laurea da venticinque, quaranta, cinquanta sessanta e, perla prima volta, settanta anni, la dottoressa Giustina Giustini.
Come tutti gli anni, la Giornata del Medico è anche un’occasione di confronto generazionale considerando che si terrà il Giuramento di Ippocrate per tutti i neolaureati che si apprestano ad entrare nel mondo della medicina: un augurio, la celebrazione di un inizio, un momento emozionante per chi si affaccia sulla professione di medico che avrà l’opportunità di confrontarsi con chi questa professione la sta svolgendo da anni. I giovani e i maturi, insomma, per una giornata insieme fuori dalle strutture ospedaliere ma sempre pronti a confrontarsi sulle esigenze della professione. Infine il ‘Premio Essere riconosciuti’ che, spiega il Presidente Borromei, va a chi nel corso di quest’anno si è distinto nella professione, sia nel campo della ricerca sia nella clinica medica.
Si tratta di un vero riconoscimento, quindi, a coloro che hanno già ricevuto per particolari meriti una menzione ufficiale ma anche a chi è stato indicato dall’Ordine stesso come professionista meritorio di un premio “Lavorare all’interno della professione – spiega il Presidente Borromei – significa prendere consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società, della propria preparazione professionale, dello stato dell’arte della stessa professione intesa come acquisizione di competenze sul campo, della rivisitazione e del miglioramento della comunicazione con il paziente, il tutto per il prendersi cura al meglio delle persone, in particolare quelle che si trovano in condizione di maggiore fragilità e criticità”.
“Torna quindi la Giornata del Medico non solo per celebrare una professione al centro della vita pubblica, ma anche per riflettere sul cammino intrapreso e soprattutto su quello da intraprendere. Lavorare all’interno della professione significa affrontare i contraccolpi di una aziendalizzazione che ha portato più distorsioni che miglioramenti. Ci aspetta una stagione diversa dalle altre, l’aziendalizzazione deve necessariamente confrontarsi con una mission molto diversa da quella con cui intendiamo un’azienda, dove si tengono in debito conto le specifiche professionali del medico ed il suo obiettivo principale che è quello della salute del cittadino, del suo paziente. Tutto va armonizzato su questo obiettivo. Deve risorgere una vera politica sanitaria che tenga conto di tutte le peculiarità professionali miranti la vera salute del cittadino. Tutto deve essere ben distinto a partire dalla formazione”.
“Ma questo lavoro intellettuale, professionale lo dobbiamo fare noi al nostro interno. La classe medica deve esercitare il proprio ruolo intellettuale anche su se stessa. Non ci potrà essere un futuro propizio se non ci daremo regole al nostro interno. I pilastri su cui dobbiamo fare affidamento sono l’informazione lo studio scientifico clinico, la comunicazione ed il nostro codice deontologico, fondamentale. Dobbiamo però ricordare che la comunicazione adeguata con i pazienti è al primo posto e la competenza professionale potrà senza dubbio facilitare questa pratica. Quindi conoscenza competenza linguaggio appropriato, sia pur nelle differenze possibili, possono costruire la base per formare la nuova classe medica”.