Combattiamo un rapporto usa e getta

Da Medici&Medici #1, marzo 2023
La Sanità versa in condizioni veramente critiche, si cerca affannosamente di cucire, rattoppare, le falle che in venti anni di scarsa attenzione politica a questo grande patrimonio sociale e sanitario che è il SSN (e i suoi SSR), si sono create.
A queste criticità a mio avviso se ne aggiunge un’altra poco osservata e dibattuta che è l’utilizzo improprio dei servizi che per varie problematiche si ritrovano sovraccarichi di lavoro che può anche inficiare la resa professionale.
Entrando nel dettaglio si può evidenziare un’altra deformazione molto grave.
Un rapporto usa e getta che a volte si crea con il medico, che è ormai un consulente intercambiabile con dottor Google e dal quale si pretende sempre più l’onniscienza e l’asservimento.
Si è fortemente appannato il rapporto fiduciario che un tempo caratterizzava il vero legame con il medico, ed oggi questo è divenuto come un tasto del jukebox che si pigia per sentire quella canzone e null’altro.
Certamente il medico avrà le sue responsabilità in questa trasformazione ma questa problematica sottolinea un nuovo stato di modifica antropologica del rapporto medico-paziente.
Potremo certamente costruire con più facilità nuovi ospedali, nuovi distretti magari arricchiti da strumentazioni sempre più sofisticate per fare diagnosi mentre sarà difficilissimo ricostruire un sano, rispettoso, proficuo rapporto medico-paziente perché sempre più le parti per varie motivazioni divaricheranno il loro approccio.
La nostra società ormai algica nonostante le apparenze e le formalità non saprà più riconoscere ed apprezzare la dedizione, il sacrificio, la preparazione del medico, la resilienza alle oggettive difficoltà professionali che il medico incontra lungo il suo cammino.
Questa deriva va affrontata e combattuta perché rappresenta l’inizio della fine di uno storico rapporto empatico che venuto meno verrà a mancare quel terreno per costruire una Sanità appropriata vicina all’uomo nella sua interezza di persona.
Ai cittadini dico: sappiate riconoscere, apprezzare, difendere l’antico rapporto, aiutate il Medico a resistere a conservare il dettato storico che lo caratterizza anche dosando in questo momento storico le richieste, per le effettive e reali necessità di salute visto il sovraccarico di lavoro che oggi lo sovrasta.
Ai medici dico: raccogliamoci intorno al nostro codice deontologico, rispettiamo i suoi dettami, collaboriamo tra noi con colleganza e professionalità sia nelle problematiche più rilevanti che in quelle più semplici come nella ricettazione di farmaci di proposte diagnostiche e di laboratorio, nelle certificazioni in particolare di malattia quando siamo i primi ad interagire con il paziente.
Non demandiamo ad altri quando questo ci compete. La mia esperienza di Presidente mi permette di vedere ed osservare come una miscellanea di piccoli problemi da tempo sta inficiando i rapporti professionali tra di noi, impediamo tutto ciò perché ci rende più deboli professionalmente e sminuisce la nostra autorevolezza.
Solo se ci mostriamo uniti nella nostra codicistica deontologica potremo contrastare il mercatismo che ci riguarda.
Fulvio Borromei, Presidente OMCEO Ancona