Prepariamo il futuro della nostra professione medica

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Da Medici&Medici #2, ottobre 2022.

Prepariamo il futuro della nostra professione medica.

La professione medica è di nuovo considerata strategica dopo la pandemia, la considerazione professionale è di nuovo tornata alla ribalta. Siamo di nuovo importanti ed essenziali.

Non possiamo però essere completamente soddisfatti di questo in quanto non può essere un’emergenza a far comprender quanto e quale sia il patrimonio professionale medico di questa nazione.

È necessario chiudere con le stagioni delle emergenze, la sanità non può passare da un’emergenza all’altra, ha bisogno di un progetto minimo decennale ben articolato dove si possono delineare sia le strategie politiche che quelle professionali. In queste, la classe medica dovrebbe trovare un’intesa articolata attraverso le sue rappresentanze, in particolare sulle professioni, delineando sia le competenze da esprimere che le abilità e come estrinsecarle accrescendole nel tempo. In questo modo saremmo particolarmente forieri di salute, che dovrebbe essere elemento centrale nei progetti dei nostri SSN e SSR.

Dobbiamo mantenere la barra sulla qualità professionale come valore per il Paese.

In questo anno abbiamo risolto l’annosa problematica dell’imbuto formativo per i giovani medici, che ora possono accedere tutti ad una scuola di specialità, così da poter di nuovo offrire servizi e prestazioni qualificate ai nostri cittadini. Dovrebbe passare il concetto che la sanità è una risorsa, non un costo, e che il modello aziendalistico va rivisto e adattato su consiglio e in accordo con i medici. Assisteremo a spese miliardarie per le infrastrutture che potrebbero rimanere prive di personale qualificato se non si forma questo in modo adeguato e programmato, cattedrali vuote senza professionisti. Si dovrebbe invece costruire intorno agli obiettivi di salute dei medici.

Altra riflessione da fare è che la professione medica non è più allettante e ciò è allarmante. Dobbiamo definire bene il Ruolo Medico e l’Atto medico, sia per costruirci i futuri professionisti che per mettere anche un argine a quell’erosione di competenze cui assistiamo costantemente e che rappresenta un costante depauperamento della visione d’insieme della persona.

Per fare tutto ciò dobbiamo essere bravi, dobbiamo continuare a studiare sia gli aspetti meramente professionali che politici sanitari per essere in grado di confrontarci con il management e la politica in maniera appropriata per interagire con loro in modo costruttivo , per creare il nostro futuro professionale e la salute per la comunità.

Fulvio Borromei, Presidente OMCEO Ancona

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