La svolta necessaria per un nuovo inizio

Da Medici&Medici #1, maggio 2022.
Si stanno già discutendo ed elaborando i nuovi Piani Sanitari Regionali, sicuramente si stanno elaborando proposte che sottendono ad operazioni organizzative
di ampio respiro con propositi migliorativi. Questo è un esercizio che in tutta Italia si è già manifestato con le produzioni di Piani interessanti e più o meno avanzati. Tutto questo lavoro che ha certamente una rilevante importanza, molto spesso si traduce in un mero esercizio culturale-programmatico organizzativo.
Oggi più che mai per realizzare concretamente un Piano Sanitario si deve partire dalla Questione Medica e del suo habitat lavorativo, binomio indispensabile
per realizzare quella SVOLTA che potrà permettere il mantenimento dei PSN e PSR che a loro volta potranno essere il volano di una nuova assistenza ai cittadini.
Dapprima è ineludibile comprendere, ritenere e sostenere il ruolo strategico della Professione Medica, curarla, tutelarla affinché non perda quei connotati che ha fatto grande la sanità italiana fino ad ora con il grande contributo dei Medici.
Assicurare il benessere psicofisico di tutti i medici, riconoscendo che in almeno alcune branche questa professione è usurante (vedi 118 e Pronto Soccorso in particolare). Oggi il dato più allarmante (DATO PIEPOLI) è che a voler lasciare il lavoro sono il 25% dei giovani medici con età compresa tra i 25 e i 34 anni e il 31% di quelli tra i 35 e i 44 anni e, se aggiunti a coloro che avendo raggiunto una età matura fanno del tutto per non rimandare il pensionamento, ci troviamo di fronte ad un GRANDE ESODO che se si realizzasse sarebbe la fine di ogni Servizio Sanitario.
Basta questo per far riflettere ed intervenire su questa questione? Chissà, vedremo.
Altro elemento che vorrei sottolineare è quello dell’habitat lavorativo. Se non risolviamo i problemi contingenti di quel reparto, di quel servizio, di quel centro, ben poco potremo realizzare delle nuove progettualità. Quindi, a mio avviso, dobbiamo lavorare in un doppio binario contemporaneamente sia nel contesto presente, che nella progettualità futura, sapendo che il valore di una idea sta nel metterla in pratica.
Bisogna costruire un’anagrafe dei problemi in essere, valutandone il peso organizzativo ed economico e quindi finanziare la soluzione. Misurare i problemi
nei contesti personalizzando e contestualizzando l’intervento necessario.
Questo a mio avviso sarebbe un approccio nuovo ed un metodo nuovo di lavoro per realizzare la SVOLTA necessaria per un nuovo inizio.
Fulvio Borromei, Presidente OMCEO Ancona